
runners…allenamenti collettivi o individuali ?
20 feb 2026È un argomento controverso: per l’atleta amatoriale la scelta può essere difficile e persino sofferta. Non lo è certo per il professionista — in quel caso la risposta è quasi scontata — ma per chi pratica sport per passione può diventare un vero motivo di conflitto personale.
Meglio personalizzare e “isolarsi”, oppure generalizzare e “relazionarsi” ?
Vale davvero la pena rinunciare ai divertenti e socializzanti allenamenti di gruppo per indossare un “abito su misura” e intraprendere un percorso esclusivo?
La risposta dipende dalle vostre aspettative, dalle vostre esigenze, dai vostri obiettivi, dalla vostra mentalità e dal modo in cui vi approcciate a un progetto, qualunque esso sia.
Gli allenamenti di gruppo possono risultare più piacevoli, soprattutto per chi vive l’attività fisica come opportunità di movimento, relazione e socialità.
E se a questo aggiungiamo la partecipazione collettiva agli eventi agonistici amatoriali e la classica “pizzata” di fine stagione… bingo!
D’altro canto, però, si rischia di perdere di vista un altro obiettivo: praticare uno sport che non sia solo educativo‑motorio, ma anche stimolante dal punto di vista dell’apprendimento e del miglioramento della prestazione nella disciplina specifica.
Come sempre, tutto dipende dalle priorità.
A essere onesti, se il gruppo è ben gestito, un miglioramento tecnico è possibile anche in un contesto collettivo, grazie a esercitazioni propedeutiche e andature corrette, purché supervisionate da un tutor competente.
Ciò che resta invece limitato — e spesso trattato con superficialità — è l’aspetto metabolico.
Per comprenderne l’importanza basta poco: l’allenamento individuale permette di personalizzare il “carico esterno”, cioè la proposta allenante, sulla base dei dati fisici e soprattutto fisiologici di ciascun atleta, ottenuti tramite specifiche valutazioni funzionali.
Questo consente di costruire programmi realmente adatti, capaci di stimolare l’atleta secondo le caratteristiche del proprio “motore”.
L’allenamento di gruppo, al contrario, non può personalizzare: deve necessariamente generalizzare, altrimenti perderebbe la componente sociale che lo caratterizza.
Ma questa generalizzazione può trasformarsi in un problema serio: può portarti a far girare il “motore” a un numero di giri non adatto alle tue reali capacità, solo per restare al passo con la proposta standard.
Se sei una FIAT 500 — perché la genetica conta — e dopo una giornata di lavoro ti trovi al campo a correre accanto a un Panamera 4S “per socializzare” e perché ti hanno insegnato che ci si allena così, puoi anche farlo, ma…mentre il Panamera gira a 1200/1300 giri/min, tu sei costretto a superare i 2500 per restargli accanto. E qui il problema non è la performance: è la tua salute.
Torni a casa soddisfatto, stanco, anzi spesso stremato, convinto di aver fatto un ottimo allenamento perché “la fatica si sente”.
Ma quella non è consapevolezza: è un’illusione.
Una settimana, due, tre… alla quarta inizi ad avvertire che il motore puzza di olio bruciato, la frizione slitta, il semiasse cede. E ti fermi ai box.
Pensavi di allenarti come un Panamera 4S, ma eri — e resti — una FIAT 500… ora anche da revisionare.
L’allenamento individuale, fondato sulla conoscenza delle tue capacità metaboliche, è ciò che realmente permette di migliorare, ma soprattutto ciò che tutela la tua salute fisica e fisiologica.
Un consiglio: se amate gli allenamenti di gruppo e non volete rinunciare alla “pizzata” finale, raccogliete almeno i vostri dati fisiologici per personalizzare il più possibile la vostra “fatica” all’interno dell’attività collettiva.
Allenare una persona è un compito delicato: non solo in età giovanile, dove le responsabilità educative sono enormi, ma anche in età adulta, dove si possono provocare danni importanti.
Per allenare bisogna studiare: affidatevi a personale realmente qualificato.
Anche le valutazioni funzionali in laboratorio richiedono competenze e precisione. Nulla è peggio di dati rilevati male e perciò inaffidabili e potenzialmente dannosi. Informatevi, scegliete consulenti preparati, professionisti veri, con un curriculum all’altezza.
Affidatevi agli “originali”, diffidate delle “imitazioni”: riconoscerli non è poi così difficile.
Buon allenamento.


