Tommaso Leoni

2015, entra nella nostra scuderia un atleta “inconsueto”, o meglio, appartenente ad un mondo sportivo per noi inconsueto, quello degli impulsivi, degli esplosivi, dei “fuori tutto” in pochi secondi; Tommaso Leoni, detto “lo zingaro “, o almeno così soprannominato dai colleghi; classe 1991 anche lui giovanissimo, la sua disciplina? lo snowboard cross.

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Atleta dell’Esercito, anche lui professionista di alto livello, ha già conquistato il quinto posto nel ranking europeo e decimo nel ranking mondiale; grazie a questi risultati si è qualificato per l’Olimpiade di Sochi 2014 dove ha chiuso in ventunesima posizione. Nato ad Asiago il 14/12/1991, Tommaso ha scoperto lo snowboard all’età di 13 anni sull’Altopiano di Asiago. Nel 2006 si è iscritto allo Ski college di Falcade, un istituto che ti permette di praticare sport e allo stesso tempo di frequentare al meglio la scuola, dove un po’ alla volta ha scoperto la grinta e la passione che lo ha portato alla maglia azzurra. Un anno prima di entrare in squadra nazionale praticava agonisticamente tutte le discipline dello snowboard (hard, freestyle e boardercross), ha poi però iniziato a specializzarsi solamente sullo snowboardcross. Nel corso degli anni ha avuto stagioni alterne con alcuni stop causati da infortuni (anni fa anche la rottura del femore), ma la stagione decisiva è stata quella del 2010-2011, primo anno in squadra nazionale B, dove ha conquistato il quinto posto nel ranking europeo.

La prima vittoria in Francia ad Isola 2000. Il primo anno di Coppa del mondo è stato un anno di grandi risultati poichè è riuscito a qualificarsi decimo nel ranking mondiale ottenendo due quinti posti in Svizzera e in Colorado ed un secondo posto nel team event sempre in Colorado. Con questi risultati si è così aggiudicato la qualificazione per i Giochi Olimpici di Sochi. Purtroppo il risultato in questo grande evento non è stato ottimo, si aspettava molto di più. Ha ottenuto il ventunesimo posto!

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“Nel gruppo di lavoro c’è sempre da imparare, c’è sempre da scambiare esperienze e più sono diverse ed eterogenee più sono utili, perché a volte quando ci si abitua al proprio mondo, si rischia di stringere la visuale, di spegnere la curiosità, di limitare la spinta ad imparare qualcosa di nuovo; e così, portare in scuderia una mentalità diversa da quella dei “faticatori nel tempo” può dare il valore aggiunto dell’ istintività e della “ragionata follia“; nello stesso tempo per un “atleta al fulmicotone” come Tommaso, può essere utile apprendere e comprendere l’abnegazione, la caparbietà di stare sul pezzo per costruire nel tempo la solidità psico-fisica oltre che la cura certosina del particolare.

Uno scambio alla pari che fa gioco ad entrambi i mondi che sembrano così diversi ma alla fine sono così simili, il mondo dei “giovani sani” che hanno un sogno grande per la vita! “